Venerdì
- pensavo fosse il vento ad aver incrementato il mio cattivo umore. Sul bulevar 40 bus parcheggiati,strade intorno la Trg Republike chiuse e sbirri ovunque. Giusto una manifestazione in piazza,pacifica.
Chi urla dal palco,chi sventola bandiere tra gli astanti.
Io,però,avevo un mal di testa che mi aveva pietrificata. Non se n'è letto su alcun giornale europeo,tutti presi dall'influenza dei polli,le dichiarazioni di Berlusca e il calcio. Fanculo
Sabato
- ha cominciato a piovere. Ed io ho continuato a reggermi in piedi,ma solo perché ho molta aspirina nelle tasche.
Domenica
- decido di cucinare tradizionalmente straniero,combatto con i frutti di bosco,io.
Vado ad una
pomeridiana con la delegazione japana e lo scultore parisien.
Finiamo sotto la neve e,in seguito,in un japano dalle rose rosse ai muri.
Lunedì
- Nevica dal momento in cui sono uscita dallo studentato. Sono arrivata a lezione con circa 40 mn di ritardo,l'attendente Freeskone é più raffreddato dei cigni bosniaci. L'atletico Spinotto si suppone sia disperso nei campi di calcio qui vicino. Non ho ritirato le fotocopie dei tre libri di grammatica. Nella neve,io e Madame,abbiamo passeggiato a Dorćol,guardato il Danubio e ci siamo tenute per mano.
Non posso vivere laggiù,un ponte celeste di ferro mi divide dal resto,e la tristezza che ho percepito,mi ha angosciata.
Troppe anime e troppe tele condividono lo stesso spazio.