Sembro una ragazzina.
Mi sento bene.
Compagni si stupiscono delle mie risorse e, accetto inviti di buon grado, senza negare la mia presenza.
Cose dell'altro mondo.
Rifletto, per l'ennesima volta, dei dissidi che si creano in certi sistemi dinanzi alla categoria de "i figli di".
Essere figlio di pressupone lo scetticismo dei vecchi e, l'invidia dei giovani.
Uno scetticismo bieco, crudo e una ferrea convinzione di " non vali niente, con quel genitore che ti ritrovi".
Soprattutto, se sei di genere secondo.
L'invidia dei giovani é naif, truculenta e tristarella. "Se fossi io al posto tuo, ne farei di cose. Non come te, testa di caxxo".
Osservo, nel mio essere genere secondo e, mi faccio un sacco di risate.
L'imbarazzo di certe situazioni spinose, il silenzio degli sguardi interrogativi e il costante quesito " Ma, avrà capito?"
I bunker si svuotano, le piazze si riempiono.
Giunge un nuovo anno e, questa sequela di eventi chiamati impunemente anno scorso, verrà scalzata da eventi nuovi.
Me ne vado, tornerò.
Con i miei capelli biondi e il mio sorriso ampio.